Cani e gatti anziani, come possiamo aiutarli e proteggerli

Cani e gatti, dopo gli undici anni d’età, cominciano a manifestare segni d’invecchiamento: rallentamento generale, sonnolenza, fatica di movimento, alterazione del ciclo/veglia, disorientamento, sordità, cataratta.

Si tratta di un processo fisiologico che può essere rallentato con un po’ di attenzione al cibo che diamo ai nostri cani e gatti. Quando il cane o il gatto invecchiano dimostrano tutta la loro fragilità, spesso improvvisamente, quasi senza segni premonitori.

L’invecchiamento è un processo fisiologico che va rispettato e accompagnato nel suo lento progredire, cercando il più possibile di evitare l’insorgere di malattie o disfunzioni metaboliche che ne accelerino il decorso.

Generalmente si percepiscono come anziani i cani che superano gli 11 anni d’età. Nel cane ci sono, però, differenze anche notevoli di specie e razze. In linea generale possiamo considerare l’inizio della vecchiaia più precoce quanto più il cane è di grossa taglia.

Un gatto si considera anziano quando ha superato i 12 anni di età.

Una buona e sana alimentazione è sempre importante per mantenere in salute cane e gatto. Questo è però ancor più vero nel caso di animali anziani, dove l’alimentazione gioca un vero e proprio ruolo di medicina preventiva, volta a evitare e appunto prevenire le più comuni patologie e a rallentare l’invecchiamento.
Una prevenzione efficace parte sempre dalla ciotola, dove non devono mancare:
– Proteine di buona qualità e digeribilità.
– Selenio e Zinco, contenuto nel tuorlo d’uovo, nel formaggio grana, nel fegato di bovino.
– Acidi grassi omega 3 e omega 6 nelle giuste proporzioni per combattere l’infiammazione (in commercio esistono prodotti specifici ben bilanciati).
– Acido arachidonico (utile ai gatti). Si trova nell’olio di pesce.
– Fibre di cellulosa per aiutare il transito intestinale (farine integrali, crusca, finocchio) e vitamina B (contenuta nel lievito di birra).

Al contrario di quello che comunemente si pensa, l’apporto proteico NON va diminuito in un cane o gatto anziano, a meno che non sia presente una patologia renale cronica, che necessiterà di una valutazione medico veterinaria accurata. Le proteine della dieta infatti servono al nostro Amico anziano per contrastare la perdita di massa magra e per sostenere il sistema immunitario che perde di efficienza durante l’ultima fase della loro vita. Il consiglio è quindi di somministrare con la dieta proteine di ottima qualità (= di origine animale, quelle più facilmente utilizzabili dall’organismo di un carnivoro) in quantità non inferiori o addirittura leggermente superiori a quelle previste per il mantenimento di un animale adulto.

E’ importante aiutarli con molecole antiossidanti: Lo stress ossidativo inoltre sembra essere correlato anche all’invecchiamento cerebrale e in effetti una loro integrazione aiuterà i nostri Amici anche a contrastare la normale perdita di funzioni cognitive dovute all’età.

Bisogna poi mantenere un sistema digestivo sano ed attivo ed aumentare le difese immunitarie: alcuni nutrienti, come le fibre solubili o altri prebiotici, pur non avendo un reale ruolo nutrizionale in animali sostanzialmente carnivori come i nostri cani e gatti, hanno l’innegabile e importantissimo compito di aiutare i “batteri buoni”, beneficiando così sia la funzionalità digestiva generale che il benessere generale dell’organismo. I probiotici sono microrganismi vivi che, quando aggiunti alla dieta in quantità adeguate, possono produrre effetti benefici sulla salute dell’ospite e rinforzare l’intestino. Utilizzare prodotti che contribuisce in modo efficace e naturale a rafforzare il sistema immunitario, apportando dei principi attivi specifici quali Echinacea, Uncaria, Eleuterococco, Rosa canina e Lisina.

In piu bisogna:

  • Avere Pazienza: prendersi cura di un animale anziano è un po’ come prendersi cura di una persona anziana, che ritorna a comportarsi come un bambino o un cucciolo, e cha ha bisogno quindi di essere accudito quotidianamente anche in tutte le sue funzioni fisiologiche.
  • Cercate di non arrabbiarvi: di non rimproverare l’animale per gli eventuali danni che la sua poca o ridotta agilità possono provocare agli oggetti della casa… perché per lui sarebbe ancor più frustrante.
  • Accettate che abbia meno energia: è quindi normale che non riesca più ad accompagnarvi in lunghe passeggiate, o a fare jogging, e che si stanchi più facilmente.
  • Cercate di fare in modo che la sua mente rimanga attiva: magari preferendo giochi di attivazione mentale come la ricerca o le tracce, piuttosto che farlo correre lanciandogli la pallina, così da evitargli anche dei dolori articolari o infortuni.
  • Fate anche attenzione a garantirgli un riposo adeguato: infatti un animale anziano torna anche in questo senso un po’ cucciolo…e passa la maggior parte del tempo a dormire. Cercate di garantirgli un posto dove possa trovare sempre sicurezza e tranquillità.